L’ultimo raggio

S’è spento il giorno
l’ultimo raggio trova riparo
quieta la sera giunge

nenche un latrato s’ode
un soffio spira dal mare calmo
quì sull’uscio di un posto immaginario
miro l’orizzonte
senza porre le mie invisibili orme

sorella luna
mia compagna inconsapevole
canta nel chiaror d’un cielo stellato

fugge questo tempo
tra le rughe di un bel viso
che né luna né notte alcuna potrà mai spegnere

tace
il tutto,

infinito
nel notturno
del fluire
eterno mutamento
di un andare che pietra diviene,

come le parole
guizzana nei versi
tuonano
nel crepuscolo di un cuore nuovo.
Cresy Crescenza Caradonna