Grazia Deledda
SCRITTRICE AUTODIDATTA

 

 

La storia di Grazia Deledda, scrittrice autodidatta nata a Nuoro il 27 settembre 1871 morta esattamente ottant’anni fa a Roma il 15 agosto 1936, è la vicenda di una donna che ha dedicato tutta la sua vita alla scrittura. Il protagonista  del suo scrivere fu sempre la sua amata terra sarda intrisa di storie a carattere popolare e verista, d’amori melanconici e sofferti, ricordiamo i capolavori “Canne al Vento” (affresco della fragilità umana della popolazione rurale sarda del Novecento) e “La madre”.

La meditazione contraddistinse  la sua esistenza sempre ancorata a solidi valori morali, anche dopo il matrimonio contratto a Roma nel 1900 con Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze.

Grazia Deledda, è stata la prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926 per le sue opere  di grande rilievo umanistico profondamente connesse alla Sardegna, sua terra nativa.

 resti mortali della scrittrice, morta di cancro al seno all’età di 64anni, sono custoditi  nella chiesetta della Madonna della Solitudine ai piedi del monte Ortobene di Nuoro, del quale ebbe a dire

«No, non è vero che l’Ortobene possa paragonarsi ad altre montagne; l’Ortobene è uno solo in tutto il mondo: è il nostro cuore, è l’anima nostra, il nostro carattere, tutto ciò che vi è di grande e di piccolo, di dolce e duro e aspro e doloroso in noi».

In suo ricordo una delle più belle poesie della sua produzione letteraria.

CADE UNA FOGLIA

Cade una foglia che pare
tinta di sole, che nel cadere
ha l’iridescenza di una farfalla;
ma appena giunta a terra
si confonde con l’ombra, già morta.

Grazia Deledda

a cura di CRESCENZA CARADONNA

 

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