Selfportrait/Autoritratto 

“Il Nonno fotografo”

Sano vecchio e brutto ma evidentemente anche molto vanitoso altrimenti non mostrerei inpunemente le foto che mi ritraggono, per la verità non ne ho molte due tre al massimo, fortunatamente sono un comune mortale quindi  passeggio per la città tranquillamente senza che alcuno abbia interesse a riprendermi, mi piace osservare senza essere osservato, mi riconosce solo chi mi conosce, un vantaggio non da poco trascurabile per chi come me possiede un occhio indagatore.
Lo specchio più fedele e più sincero è mio nipote Ferdinando, che fin dall’età di tre anni mi ha sempre chiamato” Nonno vecchio ” per distinguermi dall’altro nonno che ha  meno anni di me, la mamma, mia figlia, lo redarguisce spesso dicendo:  “Smettila Ferdinando il nonno Gianni potrebbe risentirsi “.
La mamma non lo sa, o fa finta di non sapere che la voce  dei bambini è sempre la voce della verità.
Ferdinando è un acuto osservatore, guarda con attenzione tutto ciò che lo circonda, mettendo il suo acume al servizio della sua viva intelligenza; una volta, quando aveva appena due anni, prese un piccolo capriccio io, per distrarlo, indossai un cappellaccio e per divertirlo ancora di più, incomincia a fare delle buffe smorfie con il viso, lui mi guardò sorridendo e mi disse testualmente: ” Che nonno stupido sei !”
Quindi per Ferdinando sono vecchio stupido ed anche un po’ sordo, ma nonostante tutti questi difetti mi adora perché sa di essere a sua volta adorato.
Ognuno di noi possiede una mania:  io sono un fotografo compulsivo, fotografo tutto ciò che mi capita di vedere in continuazione sempre, questo sono io un nonno fotografo che ama il bello, la famiglia e godersi attimo per attimo la vita che ogni giorno mi regala sempre nuove emozioni.

TO BE CONTINUED/ CONTINUA

FINE PRIMA PARTE

Riscritto e postato da

 Cresy Caradonna Crescenza
su autobiografia di 

Accolti Gil Vitale Giovanni

SECONDA PARTEL’ironia del nonno fotografo

Nella mia vita un amico entra a farvi parte è giapponese si chiama Hiroyuki, fotografo dilettante come me ma fondamentalmente molto diverso perché  fotografa tutto ciò che lo circonda con il suo cellulare, includendo sempre la sua immagine, certo tutto ciò denota vanità e coraggio visto che lui è altrettanto vecchio e direi più brutto di me, alla faccia della modestia, mia naturalmente. La nostra amicizia dura da anni nonostante abbiamo idee diverse sul modo di fotografare ma come si dice : ” Chi trova un amico trova un tesoro ” ed io l’amico l’ho trovato lì nel lontano oriente ma che mi sembra dietro casa perché ci unisce la passione per la fotografia  collante della nostra amicizia ora e per sempre.

Riscritto e postato

da   Cresy Caradonna Crescenza

Osservazioni di Cresy Caradonna Crescenza

Quando l’amico virtuale Gil, mi propose di riscrivere  quattro sue pagine di diario personale me le propose scritte in fretta  su fogli di un quaderno su foto pubblicate nel suo album di fb, mi sembrava che volesse scherzare ma poi decisi di riscriverle mettendo un po’ di me e ordinandole con senso logico ed ho capito cosa l’amico voleva:
aprire la sua anima attraverso la fotografia agli altri per poter lasciare qualcosa di se bello e creativo in modo tale che tutti potessero apprezzarlo come uomo,  nonno, padre ed amico sincero.

Pubblico sul mio Blog, uno stralcio del foglio del quaderno dal quale ho elaborato il breve racconto di Gil e lo ringrazio infinitamente di essere potuta entrare nel suo animo spero in punta di piedi.

Ventiluglioduemiladodici
20luglio2012
inedito@

VIETATO COPIARE STRALCI O L’INTERO SENZA AUTORIZZAZIONE DELL’AUTRICE

GRAZIE

 
Cresy@
Cresy Crescenza Caradonna

   I   N   E

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